R.I.S. Delitti imperfetti 3

All’inizio della terza serie troviamo la squadra dei Ris un po’ modificata: infatti Fabio Martinelli è stato promosso Capitano e trasferito alla sede di Messina, lasciando un vuoto tra i suoi vecchi colleghi. A colmare (almeno parzialmente) quel vuoto arriva Francesca De Biase, la figlia di Vincenzo, che dopo l’esito positivo dell’operazione alle gambe ha deciso di seguire le tracce del padre, ha seguito con successo dei corsi di specializzazione, ed ora è pronta per entrare nella squadra del capitano Venturi, dove tutti la conoscono e dove – con la sua giovinezza e la sua irruenza – porterà una ventata di freschezza.
L’uomo delle bombe (al secolo Daniele Sepi), nemico giurato di Venturi e dei nostri nelle prime due serie, è ormai in carcere, anche se – scopriremo ben presto – la vicenda non è ancora chiusa…
Il nuovo avversario con cui i nostri dovranno scontrarsi è un pericoloso serial killer che rapisce giovani donne e le lascia morire di fame e di sete. Appare ben presto chiaro che – per qualche motivo che nessuno per molto tempo riuscirà a comprendere – il killer seriale ha deciso di lanciare una sfida ben precisa al Capitano Venturi, costellando il suo cammino di indizi più o meno chiari.
Man mano che le indagini procedono, la sfida diventerà sempre più insidiosa, toccando molto da vicino i nostri protagonisti…

Il linguaggio
Dalla novità del metodo scientifico nasce la necessità di un linguaggio nuovo, non solo attento alle novità della fiction nel mondo, ma anche in grado di restituire la peculiarità del racconto senza mai perdere le caratteristiche di forte impatto emotivo e di ritmo veloce tipico dei prodotti della TAODUE FILM. I Nostri si trovano sempre di fronte ad un delitto che ricostruiscono passo dopo passo ed ogni loro scoperta viene visualizzata da una serie di flash back che vanno a comporre una sorta di puzzle restituendo, alla fine, la soluzione del caso.
In questo modo lo spettatore adotta il punto di vista dei Nostri e partecipa in diretta alla soluzione del caso.
I casi, due a puntata, sono ispirati da fatti di cronaca risolti dai reparti di scientifica dei carabinieri e poi rielaborati insieme agli sceneggiatori delle singole puntate in modo da mantenere una dimensione realistica senza la pretesa di ricostruire fedelmente i fatti avvenuti.

L’ambientazione
La serie è ambientata nella provincia benestante del Nord Italia. La scelta dell’ambientazione nasce dal desiderio di raccontare uno spaccato sociale nuovo: i Nostri si trovano a dover risolvere casi che nascono da un ambiente ricco, dove la maggior parte dei reati nasce da patologie private, più che dalla malavita organizzata. Non più l’Italia della mafia, ma un’Italia moderna, benestante, più simile al resto d’Europa.

La novità del prodotto e altre serie simili
Nell’elaborare una serie sulla scientifica non si è potuto non tenere conto di analoghe serie televisive, ed in particolar modo di CSI. Ma nonostante l’inevitabile somiglianza nel punto di vista scientifico con cui vengono raccontati i casi, RIS non è e non vuole essere CSI all’italiana, ma una serie nuova che vuole mettere in risalto le caratteristiche di personaggi italiani, allontanandosi dagli stereotipi con cui spesso gli uomini dell’arma vengono rappresentati, ma cercando di mettere in luce la loro modernità.

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