Attacco allo stato

Il ritorno delle Brigate rosse in Italia, dopo 11 anni di silenzio da parte di questa organizzazione terroristica, è stato un fatto traumatico per l’intero Paese, oltre che ovviamente per i familiari delle vittime colpite: i professori d’Antona e Biagi, e poi il sovrintendente di polizia Petri. Proprio da quest’ultima morte gli investigatori hanno avuto in mano la chiave di volta per entrare nel cuore delle nuove Br, scoprire ciò che pareva invisibile e inafferrabile, e assestare dei colpi molto significativi al rinato terrorismo, anche se ancora non s’è concluso il vaglio processuale. Raccontare questa storia significa provare a raccontare un altro pezzo di storia d’Italia, certamente molto recente e quindi senza il distacco necessario dello storico, ma molto radicata nelle vicende del terrorismo italiano che hanno radici antiche, e quindi inseribile in un contesto più ampio. Proprio l’approccio investigativo che è stato messo in campo dopo un decennio di assenza di indagini sul terrorismo è uno degli aspetti più significativi: sono indagini diverse da tutte le altre, condotte anche con metodi tradizionali ma con intelligenze e prospettive psicologiche e “strategiche” diverse. Questo ci interessava raccontare perché questo è successo in Italia negli ultimi anni: una sfida già vinta in passato dallo Stato ma che s’è riproposta, improvvisa e inaspettata. Anche questa nuova sfida, lanciata dalle nuove Br nel ’99 con l’omicidio D’Antona, sembra essere stata vinta, ma c’è sempre il pericolo che qualcuno prima o poi la riproponga: anche per questo è importante tenere viva la memoria e prima ancora la cronaca e la rappresentazione di quello che è successo. In più, questo lavoro è anche un modo per rendere omaggio, di nuovo, alle vittime delle nuove Br: quelle designate, come D’Antona e Biagi e quelle “causali”, come Petri, la cui morte non è stata inutile ma anzi ha consentito agli investigatori che fino a quel momento andavano avanti per intuizioni e ipotesi, di avere a disposizione finalmente la possibilità di penetrare all’interno del gruppo terroristico.
 
Pietro Valsecchi

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