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BLOG - 19 ottobre 2011
ANTIMAFIA SQUAD
La Abc conferma di lavorare
al remake di Squadra Antimafia
(e coinvolgerà Mediaset nella produzione)
“Squadra
Antimafia-Palermo oggi” si avvicina sempre di più
a diventare internazionale: TvBlog vi aveva annunciato l’intenzione
della Abc di lavorare ad una versione americana della serie
Taodue. La notizia era stata data da Gina Matthews durante
una masterclass al Roma Fiction Fest (in cui si era anche
parlato di un remake di “Tutti pazzi per amore”)
ed è stata confermata nelle scorse ore dal sito Deadline.
La Abc sarebbe dunque interessata al remake del telefilm con
Simona Cavallari e Giulia Michelini, dal titolo “Antimafia
Squad”, e starebbe sviluppando la sceneggiatura del
pilot della serie, che verrebbe prodotta da Abc Studios, Little
Engine, Fluent Media e dalla stessa ora con l’ingaggio
di David Hollander, creatore di “The Guardian”
e produttore di “The Cleaner”. Da quanto aveva
detto la Matthews a Roma, l’idea è quella di
riprendere il tema della lotta tra mafia e forze dell’ordine
attraverso le storie di due donne: l’Ispettore Claudia
Mares e la giovane Rosy Abate, appena tornata dagli Stati
Uniti e fuori dagli affari loschi della famiglia. L’ambientazione
dovrebbe passare da Palermo a Philadelphia.
Nellie Andreeva, autrice dell’articolo su Deadline,
nel cercare di spiegare la storia di “Squadra Antimafia”
fa un paragone con un’altra serie italiane di enorme
successo:
“Non ho familiarità con questa serie, ma se c’è
qualcosa che gli italiani sanno fare sono le storie di mafia.
Se non avete visto La Piovra, ve lo raccomando assolutamente”.
Il progetto, sebbene si stia scrivendo il pilot, non è
detto che andrà in onda: se la rete darà l’ok,
ci sarà la realizzazione del pilot e poi, se questo
piacerà ai dirigenti, si potrà pensare alla
serie vera e propria. Ma intanto resta una buona notizia per
la fiction italiana.
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TAODUE COMPIE 20ANNI
>> leggi l'articolo 
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23-Maggio-11
I
liceali sono pieni di problemi ma riescono a essere gradevoli
(La Repubblica) di Pollino.

20-Maggio-11
«I liceali» rimane tra le fiction migliori
Non era facile per
la terza serie de «I liceali», prodotta da Taodue,
confermare le ottime aspettative costruite nel corso delle
stagioni precedenti (Canale 5, mercoledì, ore 21.10).
La sfida più grande consisteva nel colmare il vuoto,
narrativo e «carismatico», lasciato da Giorgio
Tirabassi e Claudia Pandolfi e dai giovani alunni della Terza
A, che dopo aver attraversato uno degli ultimi grandi di ritoi
di passaggio «istituzionali» rimasti, la maturità,
hanno salutato il liceo Colonna per affrontare le sfide dell'età
adulta. Non era facile ripartire (quasi) da zero: nuovi volti
affollano i banchi del liceo Colonna, il professor Enea Pannone
(Massimo Poggio) raccoglie l'eredità del suo «predecessore»
Antonio Cicerino e deve misurarsi con gioie e frustrazioni
dell'insegnamento, vestendo alla perfezione i panni del professore-amico.
In classe arriva un nuovo studente di origini indiane, Jamal:
è un genio della matematica ma fatica a integrarsi
con i compagni, e la sua famiglia guarda con sospetto al sistema
scolastico. Come di consueto, al racconto della vita scolastica
s'intreccia magistralmente quello dei tormenti sentimentali,
con professori e alunni che spesso condividono la medesima
immaturità emotiva.A
tratti, la serie sembra cedere a una certa «soapizzazione»
del racconto, ma resta comunque uno degli esperimenti di fiction
italiana più interessanti degli ultimi anni. I momenti
migliori de «I liceali» restano quelli in cui
la scrittura non si sottomette al macchiettismo (come insegnano
i teen drama americani) e agli stereotipi della commedia,
ma cerca invece uno scatto di «verità»
nella rappresentazione della scuola e di chi la fa vivere
ogni giorno. Tra le new entry della terza stagione, diretta
da Francesco Miccichè, c'è anche Lucia Ocone,
nei panni della perfida «prof» di latino e greco
Amoris. Non si capisce, però, perché Mediaset
mandi in onda la serie quasi a fine scuola e, per giunta,
lo stesso giorno delle «Iene» (con cui condivide
lo stesso pubblico).
Aldo
Grasso (Corriere
della sera)
2--Mag-11
14:56
Vince la fiction dal sapore italiano
Fiction, vince quella «dal sapore nazionale».
La fiction è un genere essenziale per la tv generalista,
e anche in questo periodo diversi titoli sono in vetta alla
classifica dei programmi più seguiti. A cominciare,
naturalmente dal Commissario Montalbano, che ha regalato anche
nella settimana scorsa il primo posto a Raiuno. Ma non c'è
solo Montalbano. Ottimi risultati sta dando, sempre alla prima
rete Rai, Un passo dal cielo, ovvero il ritorno di Terence
Hill in versione comandante di squadra del Corpo forestale.
Oltre sei milioni sono stati gli spettatori medi per le prime
quattro puntate, con uno share medio del 24,1%, risultato
che, in tempi di frammentazione degli ascolti, non è
facile ottenere. Un passo dal cielo dà il senso di
quello che, almeno una parte del pubblico (quella più
tradizionale e «popolare»), si aspetta dalla fiction:
importa poco la complessità del racconto, interessa,
invece, proprio il «sapore italiano», fatto di
facce, paesaggi, persino pubblicità indiretta, e il
classico genere «giallorosa» con un protagonista-incarnazione
di un'istituzione (il maresciallo, il prete, ora il guardaboschi...).
ANTIMAFIA - Molto italiane sono anche le
vicende di Squadra Antimafia, giunta alla sua terza stagione
su Canale 5: il genere, fra il classico crime mafioso e l'action,
assicura riconoscibilità e gradimento. Gli spettatori
delle prime tre puntate, il venerdì sera, sono stati
oltre cinque milioni, per uno share del 21,7%, con una netta
prevalenza, in questo caso, di pubblico giovane (soprattutto
venti-trentenni). Sempre su Canale 5, va in onda la seconda
stagione di Ris Roma, spin-off della serie pluri-stagionale
Ris. 4 milioni e mezzo gli spettatori, quasi il 17% di share:
il formato e l'ispirazione più «americane»
attraggono il pubblico più giovane e tengono lontano
quello più tradizionalista.
In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca
Italia su dati Auditel. Aldo
Grasso
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