Distretto di Polizia 5
In
onda da martedì 27 Settembre su Canale 5
Sinossi
Finalmente torna l’appuntamento con il X° Tuscolano;
sono tante le novità che ci aspettano in questa nuova
serie: Sabina diventa mamma del piccolo Paoletto, Ardenzi
continua la sua love story con Francesca, che diventa sempre
più seria, Belli riesce ad adottare il piccolo Pietro
insieme alla moglie Germana. Vittoria e Ingargiola continuano
la loro storia fatta di alti e bassi mentre Ugo non fa
che pensare alla sua Adele, la nuova fidanzata di cui è
innamorato follemente. Parmesan è ancora il punto
fermo del distretto mentre Luca ha una nuova collega, Anna
Gori che aiuterà ad integrarsi con gli altri. Tra
i volti nuovi anche il capitano Davide Rea entra prepotentemente
nella vita del distretto, ma soprattutto in quella di Giulia
che, conosciutolo casualmente, scopre in seguito che è un
carabiniere e si trova spesso a lavorare con lui. Ma il
capitano Rea è un prezioso alleato per il Distretto
oppure intende approfittare della fiducia che Giulia è disposta
a concedergli in nome di qualche patto oscuro che lo lega
al suo misterioso passato?
Un altro dramma incombe sul X: la vita di uno dei protagonisti
viene stravolta da un avvenimento inaspettato che fa convergere
gravi sospetti su di lui. Riusciranno i colleghi del distretto
ad aiutarlo?
Note di produzione
Una
caratteristica distintiva del Format “Distretto
di polizia” è stata la scelta di inserire una
linea narrativa forte (orizzontale), al di là dei
percorsi dei personaggi e delle trame degli episodi, che
fungesse da filo conduttore della fiction.
La correlazione tra realtà e fiction è uno
degli elementi portanti anche per quanto riguarda il lavoro
con gli attori che danno vita alla serie.
La scelta di impiegare attori non esplicitamente televisivi,
selezionati con duri provini su parte, prende le mosse dalla
chiara necessità di dare una più marcata naturalità
alla recitazione.
La serie è stata realizzata, per precisa scelta produttiva,
con standard cinematografici, facendo largo ricorso a steady
cam e lunghi piani sequenza, che comportano la necessità
per gli attori di mandare a memoria lunghe scene e di provare
a lungo in teatro prima di girare.
Con un atteggiamento professionale, pre-cinematografico,
sono state particolarmente curate anche le fasi di postproduzione,
con la scelta di musiche contemporanee ed un montaggio serrato
ed aggressivo.
I casi di puntata si ispirano alle cronache giudiziarie,
fatti salvi i necessari interventi drammaturgici, nell'intento
di dare verosimiglianza e genuinità alle storie.
Le storie sono il frutto di una attenta ricerca sul campo,
direttamente ispirate da fatti reali e sviluppate attraverso
confronti costanti con gli operatori di polizia.
Migliaia di lettere e suggerimenti di telespettatori testimoniano
l'apprezzamento per un obiettivo centrato.
Note di regia
Affrontare
una serie così lunga è come affrontare
una maratona. Ci vuole resistenza, impegno quotidiano, determinazione
per curare i normali problemi di un set che sono però moltiplicati
e amplificati dal fattore tempo.39 settimane di riprese,
1200 scene, 7000 inquadrature.Si cominciano le riprese dagli
interni del commissariato, poi si girano gli esterni. Nel
racconto c'è il dramma,
l'azione e la commedia, una miscela che funziona, e bisogna
evitare che una cosa prenda il sopravvento sull'altra. Mi è sembrato
essenziale non tradire uno stile a cui il pubblico è affezionato,
ma altrettanto importante cogliere tutti gli stimoli e gli
spazi per dare a Distretto 5 ancora qualche cosa di più.
Cercare di immergersi in quello che già è stato
fatto è il
primo passo, ma è opportuno che poi si segua anche
il proprio gusto e quel modo particolare, personale che ognuno
di noi ha di sentire le cose. Per cui scene d'azione ancora
più spettacolari e
scene di commedia trattate con calore e sentimento per farle
diventare il momento in cui si risolvono i problemi di famiglia,
di quella grande famiglia che è l'intero Distretto
di Polizia. Nella lunga serialità gli attori padroneggiano
anzi si sono già impadroniti del loro personaggio,
a volte finiscono per diventare quasi i guardiani della sua
verità.
Si parla, si discute, serve diplomazia. E poi la recitazione.
E' essenziale che il tono non si spenga mai, che negli attori,
qualsiasi cosa dicano e facciano, ci sia sempre tensione.
E' una specie di elettricità,
di fuoco che devono sentire e far sentire sia nelle scene
più intense che in quelle in cui c'è solo ” buongiorno
come va”. E deve valere per i protagonisti come per l'ultimo
degli attori secondari.
Lucio Gaudino
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