Sinossi:
La serie tratta di un gruppo di medici e avvocati
che fonda un'associazione per i diritti del malato (ispirata
al vero Tribunale per i diritti del malato). In questo modo
riusciamo ad affrontare diversi casi di malasanità
(il senso della serie). Claudio (Ricky Memphis) è l'avvocato
dell'associazione, è l'anima e il cuore del gruppo,
Luca (Daniele Pecci) è un cardiochirurgo,un medico
che al top della sua carriera subisce un danno che lo terrà
lontano dalla sala operatoria. È la mente del gruppo.
Francesca (Christiane Filangeri) lavora in pronto soccorso,
lei è la passione e la determinazione dell’essere
medico.
Seguiamo ogni caso a partire dalla denuncia della parte lesa
e l’indagine si svolge attraverso lo studio di cartelle
cliniche, di perizie, di autopsie, ma anche scoprendo luci
ed ombre dei personaggi coinvolti, interpretando le psicologie
e indagando nel loro spazio privato.
La ricerca della verità è un percorso di conoscenza
di vari mondi: quello del paziente che ha subito il danno,
dei suoi familiari, dei medici curanti.
Ogni diagnosi scientifica diventa per il nostro protagonista
anche un viaggio emotivo, una detection fatta di dubbi, incertezze,
sospetti, che si svolge in un’arena composta da forti
elementi: dolore, lutto, pentimento, arroganza, falsità,
corruzione, ricatto.
Dei casi di puntata non seguiremo l’iter giudiziario,
il processo vero e proprio. La fase che ci interessa è
quella a monte, ovvero l’indagine del nostro protagonista
che una volta appurata la verità presenta la perizia
all’avvocato che procederà per vie legali. Una
verità, che noi diamo per scontato, porterà
ad un esito positivo anche in sede giudiziaria.
Gli errori medici accadono, spesso sono inevitabili, fanno
parte della medicina che in fondo non è una scienza
esatta. Non sempre un medico che sbaglia è un cattivo
medico ma tanti sono i casi dovuti a incapacità, negligenza,
indifferenza. La malasanità è argomento giornalistico
oramai quotidiano.
L’ingerenza della politica ha creato un sistema che
promuove i raccomandati e mortifica i più meritevoli.
Purtroppo a questo sistema contribuisce anche la scelta di
tanti medici di non volere vedere, di convivere spesso col
“male”, a tutti evidente e per tanti inevitabile.
Di questo sistema che non funziona siamo tutti vittime, sia
medici che pazienti. |