BLUE MY MIND vince il Premio Camera D’Oro

Lisa Brühlmann, con il film BLUE MY MIND, è la vincitrice della sesta edizione del Premio Camera D’Oro, nato dalla collaborazione tra la Taodue e Alice nella città, sezione parallela e autonoma della Festa del Cinema di Roma . La giuria, composta  da Trudie Styler, Barbora Bobul’ová, Andrea Delogu, Zoe Cassavetes, Camilla Nesbitt, Nicola Guaglianone e Marco Danieli, ha deciso di assegnare il premio destinato alla migliore opera prima o seconda alla  giovane regista e attrice, definendo il film “Un racconto di formazione che si trasforma in fantasy, una storia di mutazione e di trasformazione. Un esordio che stupisce ed ha anche in sé un messaggio liberatorio.”

Camilla Nesbitt premiata per “Una vita per il cinema”

La produttrice di Taodue Camilla Nesbitt riceve L’Ancora D’Oro, opera dello scultore Giorgio Bortoli, come riconoscimento per “Una Vita Per il Cinema” giunta alla sua 24ma edizione, con la seguente motivazione:   Ha prodotto un cinema e una televisione sempre attuali e legati alla realtà, con un linguaggio innovativo in grado di parlare con particolare efficacia al pubblico più giovane. In oltre vent’anni da produttrice e imprenditrice ha dato lavoro e impulso all’audiovisivo italiano, contribuendo alla crescita e alla valorizzazione di molte giovani leve.  

Premio Taodue “Camera d’Oro” – Festa del cinema di Roma

17 ottobre 2016 – Presentazione ufficiale della Giuria 2016 del Premio Taodue “Camera d’Oro” per il Miglior Regista Emergente in corso durante la Festa del Cinema di Roma in collaborazione con Alice nella Città.

Presenti il Presidente di Giuria Matt Dillon e i giurati Camilla Nesbitt, Anna Foglietta, Francesca Serafini, Gabriele Mainetti e Giordano Meacci. Assente Claudio Giovannese impegnato per 2 giorni al Festival di Haifa in Israele per presentare il suo film.

Saranno però tutti presenti venerdì 21 ottobre in Auditorium per la Cerimonia di Premiazione.

LIBERI SOGNATORI – Le idee non si spezzano mai

Quattro grandi storie italiane di impegno civile: Libero Grassi, Renata Fonte, Mario Francese ed Emanuela Loi. Vissuti tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’90, in un periodo denso di cambiamenti e trasformazioni sociali, ma anche di violenze e oscure trame, queste figure hanno semplicemente e coraggiosamente compiuto fino in fondo il proprio dovere di cittadini, di uomini dello stato o di giornalisti. Persone che sono diventate loro malgrado un esempio di grande valore civile per la società italiana, grazie alle loro battaglie per rendere il nostro un Paese migliore e pagando con la vita loro ideali di verità e giustizia. I quattro protagonisti della collana di racconti “LIBERI SOGNATORI. Le idee non si spezzano mai” sono il simbolo di un’Italia che resiste e che non si arrende alla sopraffazione e alla corruzione, persone caratterizzate da un’altissima umanità e senso del dovere, a cui si intende restituire voce e dignità, dopo anni di ingiusto isolamento istituzionale e oblio mediatico.

La realizzazione della serie, sostenuta dai familiari delle vittime al centro dei singoli film, è prevista per l’autunno del 2016. La serie andrà in onda prossimamente su Canale 5. La storia di Libero Grassi sarà sceneggiata e diretta da Graziano Diana e interpretata da Giorgio Tirabassi. La storia di Remata Fonte sarà sceneggiata da Monica Zapelli, diretta da Renato De Maria e interpretata da Giulia Michelini. La storia di Mario Francese sarà sceneggiata da Claudio Fava, diretta da Michele Alhaique e interpretata da Marco Bocci. La storia di Emanuela Loi sarà sceneggiata da Graziano Diana e diretta da Enzo Monteleone.

Pietro Valsecchi, produttore Taodue della serie: “Il progetto si inserisce nel lungo curriculum di impegno civile di Taodue, da sempre orientata alla divulgazione di storie esemplari, legate alla lotta contro le mafie. In oltre vent’anni di attività abbiamo raccontato figure eroiche della nostra storia recente, come Giorgio Ambrosoli, Paolo Borsellino, Aldo Moro, i caduti di Nassiriya, Marco Magi, Massimo D’Antona e tanti altri. La linea editoriale sviluppata insieme a Umberto Ambrosoli si basa infatti sull’idea che la fiction televisiva possa trasmettere valori ed emozioni, attraverso un linguaggio coinvolgente, in grado di parlare nel profondo alla coscienza degli spettatori. Con ‘LIBERI SOGNATORI. Le idee non si spezzano mai’ vogliamo raccontare ai più giovani, che spesso ignorano le pagine più buie della nostra Storia, i nomi e le vicende delle donne e degli uomini che sono stati in prima linea contro la violenza e le ingiustizie“.

Alessandro Salem, direttore generale dei contenuti Mediaset: “Torna la linea di produzione che ha caratterizzato la fiction Mediaset sin dalle sue origini: il racconto del grande impegno civile. La nostra casa di produzione Taodue lancia il ciclo di quattro film per la televisione Liberi Sognatori: ispirato a persone di valore, ai diritti e alla libertà. É dedicato a quattro figure eroiche della cronaca italiana. Persone forse meno note di altre, ma che proprio per questo meritano di essere raccontate. Liberi Sognatori rappresenta un ulteriore passo del percorso di evoluzione della fiction Mediaset che si svilupperà nelle stagioni a venire“.

Umberto Ambrosoli, co-ideatore del progetto: “Per questo progetto abbiamo riflettuto sul significato degli esempi: resistere alle pressioni e alla paura. Ci siamo chiesti: cosa permette a certe persone di sprigionare questa forza? Ho trovato la risposta a questa domanda nelle parole di Paolo VI “Non ho mai sacrificato per la vita le ragioni della vita”. Quando si cede alla minaccia si rinuncia alla propria vita. Ecco perché Liberi Sognatori è un titolo corretto per rappresentare questa serie di film per la TV, perché in questi esempi ci sono sia la libertà che il sogno, ancore simbolo alle quali tendiamo per capire che genere di persone vogliamo diventare. Vogliamo mostrare ai più giovani questi esempi, cose lontane dal loro quotidiano e remote nel tempo, per cercare di trasferire loro l’impegno generatore di impegno che queste quattro persone ci hanno consegnato“.

Alice Grassi, figlia di Libero Grassi: “Abbiamo affidato a mia madre il compito di raccontare la storia e l’impegno di mio padre in difesa del bene comune e della libertà. Quello di mia madre è stato un cammino di solitudine fino al 2004, quando Palermo è stata tappezzata con adesivi recanti la scritta: ‘Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità’. A seguito di questa iniziativa mia madre ha detto ‘Se sono scritti da giovani potrebbero essere i miei nipoti perché la pensano come me’. Da lì nacque l’associazione Addio Pizzo. Pochi giorni fa, dopo la morte di mia madre, quegli stessi giovani hanno detto: ‘Con te tutto era nato ed era cresciuto, hai segnato una strada che noi continuiamo a percorrere, seguendo i passi tuoi e quelli di Libero, passi lievi, garbati e al tempo stesso determinati e forti’“.

Giulio Francese, figlio di Mario Francese: “La morte di un giornalista passata sotto silenzio. Mio padre raccontava la mafia in Sicilia in tempi non sospetti: la mafia di Corleone, quella di Riina e di Bagarella, la mafia padrona. Raccontava a muso duro le nuove strategie violente, dimostrando da che parte stava. Anche fisicamente. Caduto lui è subentrato un silenzio pietrificante, e dopo un anno non si parlava già più di lui. Ma il tempo è stato galantuomo, oggi mio padre è un punto di riferimento per il giornalismo siciliano. Usando le sue parole: ‘Non mi può succedere niente perché faccio il mio dovere. Questa rassegna Liberi Sognatori per me realizza un sogno. Grazie alla sensibilità di Valsecchi si racconta anche un uomo di grande passione, cuore e bontà“.

Viviana Matrangola, figlia di Renata Fonte: “Grazie per aver scelto la storia di Renata Fonte, la mia mamma. Di raccontare la storia di uomini e donne giusti, testimoni di un mondo che non vuole cedere alla rassegnazione, sognatori di giustizia. Hanno avuto il coraggio della parola e della denuncia. Non sono degli eroi, ma hanno esercitato l’irrinunciabile diritto a fare semplicemente il proprio dovere. E se li considerassimo degli eroi ci forniremmo un alibi per non fare ciascuno la nostra parte“.

Graziano Diana, sceneggiatore della storia di Emanuela Loi: “Io sono qui come rappresentante di Claudia, sorella di Emanuela, nonché come sceneggiatore della sua storia, per testimoniare la gratitudine di Claudia e la volontà di raccontare la storia di sua sorella, la prima donna poliziotta caduta nell’adempimento del suo dovere, che a 24 anni si è trovata a vivere in una sequenza di tragici avvenimenti, dalla morte di Falcone fino alla sua stessa morte, come parte della scorta di Paolo Borsellino quel giorno in via d’Amelio“.

L’intervista di GQ a Pietro Valsecchi

Ha iniziato perdendo 600 milioni con Bellocchio. Poi ha trasformato Checco Zalone in fenomeno culturale, ha portato la fiction civile in tv e ora prepara 4 puntate su Buscetta, “perché i cattivi sono letteratura”. A Pietro Valsecchi, re dei produttori, è riuscito tutto. TRanne una cosa: la racconta a Francesco Merlo. CONTINUA A LEGGERE

Successo internazionale per “Quo Vado?”

Dopo l’incredibile record di pubblico nelle sale italiane, “Quo Vado?” ottiene un importante riconoscimento anche tra i rappresentanti dell’industria, riunitisi in occasione dello European Film Market del Festival Internazionale del Cinema di Berlino. In Germania il film – già distribuito in Svizzera e venduto in Spagna, Portogallo e UK, si è assicurato la possibilità di essere distribuito in molti paesi, tra cui Germania e Austria, Grecia, Russia, Australia e Nuova Zelanda e Medio Oriente. Sono in fase di valutazione le numerose offerte arrivate dalla Francia e dall’America Latina. Molti paesi, inoltre, hanno manifestato grande interesse per un remake del film. Leggi il resto…

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