Attacco allo stato

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locandina
  • Titolo originale:
    Attacco allo stato
  • Serie TV: 2x100' (miniserie)
  • Anno: 2006
  • Regia: Michele Soavi
  • Cast: Raoul Bova, Teresa Saponangelo, Paolo Maria Scalondro

Fotogallery

Il ritorno delle Brigate rosse in Italia, dopo 11 anni di silenzio da parte di questa organizzazione terroristica, è stato un fatto traumatico per l’intero Paese, oltre che ovviamente per i familiari delle vittime colpite: i professori d’Antona e Biagi, e poi il sovrintendente di polizia Petri. Proprio da quest’ultima morte gli investigatori hanno avuto in mano la chiave di volta per entrare nel cuore delle nuove Br, scoprire ciò che pareva invisibile e inafferrabile, e assestare dei colpi molto significativi al rinato terrorismo, anche se ancora non s’è concluso il vaglio processuale. Raccontare questa storia significa provare a raccontare un altro pezzo di storia d’Italia, certamente molto recente e quindi senza il distacco necessario dello storico, ma molto radicata nelle vicende del terrorismo italiano che hanno radici antiche, e quindi inseribile in un contesto più ampio. Proprio l’approccio investigativo che è stato messo in campo dopo un decennio di assenza di indagini sul terrorismo è uno degli aspetti più significativi: sono indagini diverse da tutte le altre, condotte anche con metodi tradizionali ma con intelligenze e prospettive psicologiche e “strategiche” diverse. Questo ci interessava raccontare perché questo è successo in Italia negli ultimi anni: una sfida già vinta in passato dallo Stato ma che s’è riproposta, improvvisa e inaspettata. Anche questa nuova sfida, lanciata dalle nuove Br nel ’99 con l’omicidio D’Antona, sembra essere stata vinta, ma c’è sempre il pericolo che qualcuno prima o poi la riproponga: anche per questo è importante tenere viva la memoria e prima ancora la cronaca e la rappresentazione di quello che è successo. In più, questo lavoro è anche un modo per rendere omaggio, di nuovo, alle vittime delle nuove Br: quelle designate, come D’Antona e Biagi e quelle “causali”, come Petri, la cui morte non è stata inutile ma anzi ha consentito agli investigatori che fino a quel momento andavano avanti per intuizioni e ipotesi, di avere a disposizione finalmente la possibilità di penetrare all’interno del gruppo terroristico.
 
Pietro Valsecchi

Cast artistico

  • Diego Marra
  • Maria Amore
  • Spano
  • Ruggeri
  • Maurizio
  • Silvio
  • Ricucci
  • Lidia
  • Carla
  • Sovrintendente Petri
  • Questore Grauso
  • Pietro
  • Andrea
  • Ferro
  • Anselmi
  • Sandra
  • Marco Biagi
  • Massimo D’ Antona
  • Olga D’Antona
  • Moglie Biagi
  • Patrizia
  • Alessio Grandi
  • Raoul Bova
  • Teresa Saponangelo
  • Ninni Bruschetta
  • Antonello Fassari
  • Rolando Ravello
  • Thomas Trabacchi
  • Fabio Troiano
  • Sandra Franzo
  • Alina Nedelea
  • Dario Ambrosi
  • Augusto Zucchi
  • Alberto Gimignani
  • Roberto Zibetti
  • Gualtiero Burzi
  • Geppi Cucciari
  • Giulia Weber
  • Stefano Santospago
  • Paolo Maria Scalondro
  • Daniela Giordano
  • Patrizia Punzo
  • Paola Cerimele
  • Stefano Venturi

Cast tecnico

  • Soggetto
     
  • Sceneggiatura
     
     
     
     
  • Story Editor
  • Suono in presa diretta
  • Costumi
  • Scenografia
  • Direttore della Fotografia
  • Montaggio
  • Aiuto regista
  • Casting Director
  • Organizzazione produzione
  • Realizzato da
  • Per
  • Prodotto da
  • Giovanni Bianconi, Pietro Valsecchi
  • Andrea Purgatori, Jim Carrington, Salvatore Marcarelli, Stefano Bises. Con la collaborazione di Giovanni Bianconi
  • Gino Ventriglia
  • Fulgenzio Ceccon
  • Gemma Mascagni
  • Stefano Pica
  • Gianni Mammolotti
     
  • Alessandro Heffler
  • Fabio Simonelli
  • Anna Zaneva
  • Emanuele Emiliani
     
  • Taodue Film
  • RTI
  • Pietro Valsecchi

(crediti non contrattuali)

LA CRONOLOGIA DELLA LOTTA ALLE NUOVE BR

ROMA, 20 MAGGIO 1999

Alle 8,30 del mattino, in via Salaria, viene ucciso il professor massimo d’antona, giuslavorista, consulente del ministro del lavoro Antonio bassolino. l’omicidio viene rivendicato dalle brigate rosse. e’ il primo delitto firmato con quella sigla dopo undici anni di silenzio (l’ultima azione firmata br risaliva all’aprile 1988, omicidio del senatore dc roberto ruffilli; a seguito di quell’attentato ci furono degli arresti tra l’88-89 che si pensava avessero sgominato l’organizzazione terroristica).

ROMA, MAGGIO 2000

Con l’accusa di essere il “telefonista” delle BR che avvisò i giornali sul luogo in cui trovare il documento di rivendicazione del delitto d’antona viene arrestato un giovane romano, alessandro geri. a lui si è giunti attraverso una complicata indagine informatica, che ha permesso di ricostruire tutte le chiamate fatte con una scheda telefonica prepagata utilizzata in varie cabine pubbliche, e grazie al riconoscimento in fotografia di un giovane testimone. ma dopo l’arresto il riconoscimento “de visu” non è più così preciso, altri indizi cadono, e il giovane romano viene scarcerato.

ROMA-MILANO, maggio 2000 - aprile 2001

Scoppiano o vengono scoperti alcuni ordigni esplosivi per attaccare sedi sindacali o di organizzazioni internazionali, firmate dai nuclei proletari rivoluzionari e dal nucleo di iniziativa proletaria rivoluzionaria, i quali esaltano la strategia della lotta armata riproposta dalle brigate rosse.

ROMA, 20 MAGGIO 1999

Alle 8,30 del mattino, in via Salaria, viene ucciso il professor Massimo D'Antona, giuslavorista, consulente del ministro del Lavoro Antonio Bassolino. L'omicidio viene rivendicato dalle Brigate rosse. E' il primo delitto firmato con quella sigla dopo undici anni di silenzio (l'ultima azione firmata Br risaliva all'aprile 1988, omicidio del senatore dc Roberto Ruffilli; a seguito di quell'attentato ci furono degli arresti tra l'88-89 che si pensava avessero sgominato l'organizzazione terroristica).

BOLOGNA, 19 MARZO 2002

Nel centro della città, in via Valdonica, alle otto di sera viene ucciso davanti al portone di casa dove stava rientrando in bicicletta il professor Marco Biagi, giuslavorista, consulente del ministro del Lavoro Roberto Maroni. Nell'anno precedente Biagi era stato messo sotto scorta in relazione agli attentati dei vari Nuclei, ma po la protezione gli era stata revocata (nonostante le sue proteste) in seguito alla crisi internazionale provocata dagli attentati dell'11 settembre.Le indagini sulle Br ripartono praticamente da zero, e alle Digos di Roma e Bologna viene affiancato un gruppo di lavoro di poliziotti provenienti da altri reparti dedicato solo a questa inchiesta.

OTTOBRE 2002

La Procura di Roma emana un ordine d'arresto nei confronti di Nadia Desdemona Lioce e Mario Galesi, presunti brigatisti rossi, ai quali si è arrivati poiché in passato facevano parte dei Nuclei comunisti combattenti, formazione che firmò un paio di attentati “minori” tra il '92 e il '94 e che potrebbe essersi trasformata nelle nuove Br. I due sono ora ufficialmente latitanti.

TRENO ROMA-FIRENZE, 2 MARZO 2003

A seguito di un normale controllo da parte di una pattuglia della polizia ferroviaria vengono intercettati su un vagone del diretto Roma-Firenze un uomo e una donna che esibiscono documenti falsi. Quando l'ispettore della Polfer Emanuele Petri prende i documenti e chiama la centrale per un controllo, l'uomo lo afferra e gli punta una pistola alla gola, la donna intima agli altri poliziotti di gettare le armi. Si verifica una sparatoria nella quale muovono l'ispettore Petri e l'uomo che l'ha appena ucciso, colpito dagli spari di un altro poliziotto. La donna viene arrestata. L'uomo era Mario Galesi, la donna è Nadia Lioce, che si dichiara “prigioniera politica, militante delle Brigate rosse”.

MESI SUCCESSIVI

Dai documenti e dal computer palmare che i due brigatisti avevano con loro si sviluppa l'indagine per arrivare agli altri brigatisti, soprattutto attraverso gli incroci con alcuni numeri di telefonini “dedicati” dell'organizzazione, a loro volta chiamati da schede telefoniche prepagate dalla cui “lettura” si riesce a risalire alle persone che le avevano in mano.

ROMA-FIRENZE-PISA, 24 OTTOBRE 2003

Un blitz della polizia porta all'arresto di una decisa di persone, accusate di far parte delle nuove Br, identificate attraverso gli incroci delle telefonate e i documenti dei computer. Alcuni si dichiarano “prigionieri politici” o “militanti rivoluzionari”, altri non parlano, altri ancora si proclamano innocenti. Viene scoperta anche la romana dove abitavano Lioce e Galesi, già svuotata dai loro complici all'indomani della sparatoria sul treno.

ROMA. 20 DICEMBRE 2003

In uno scantinato della periferia di Roma viene trovata una cantina piena di documenti , esplosivi, denotatori e altro materiale: è l'archivio-deposito delle nuove Br e, prima ancora, dei Ncc. Dal materiale trovato si capisce che Br, Ncc, Nipr, e Npr non sono altro che la stessa organizzazione, che utilizza sigle diverse a seconda dell'entità degli attentati compiuti.La casa dove abita la donna che ha affittato la cantina è vuota, abbandonata in tutta fretta: la donna viene arrestata tre giorni dopo in una villetta sul litorale romano, e si dichiara “militante rivoluzionaria”. ìL'inchiesta sulle Br prosegue con le confessioni della “pentita” Cinzia Banelli, una delle persone arrestate nel blitz di ottobre, che confessa la partecipazione ai delitti D'Antona e Biagi e fornisce agli investigatori le password per leggere i documenti crepitati contenuti nei computer brigatisti, Quello che resta da scoprire, a parte eventuali altri brigatisti (tre sospettati di aver fatto parte della nuova banda armata, di cui ha parlato proprio la pentita, vengono arrestati nel giugno 2005) sono le armi utilizzate negli omicidi e nelle rapine di autofinanziamento compiute soprattutto in Toscana, tra il 1998 e il 2003.